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Ass. Antiracket

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La partita nel cuore

L'associazione antiracket ed antiusura "G. Giordano" di Gela all'insegna della solidarietà e con l'impegno profuso dal momento della costituzione, ha voluto promuovere una due giorni, a sostegno di tutti gli imprenditori che attraverso la nostra associazione hanno voluto dire un no definitivo alla mafia denunciando i loro estortori, accompagnati dal presidente Cav. Renzo Caponetti, artefice in questi anni di un movimento che ha suscitato il risveglio delle coscienze nella città di Gela con un passato che l'ha sempre purtroppo contraddistinta come città della mafia, ma oggi con orgoglio viene definita come la città dell'antimafia.

Con questo evento eclatante si è voluto portare avanti un messaggio dove Gela con tutti i suoi cittadini ha risposto egregiamente alla manifestazione, che ha avuto inizio con il convegno sul "Calcio-scommesse e la riforma della giustizia sportiva", e con la "Partita nel Cuore", che si sono svolte rispettivamente il 28 ed il 29 giugno. I due eventi sono stati patrocinati dall'associazione antiracket "G. Giordano" di Gela e dal Comune di Gela Assessorato sport turismo e spettacolo.

Il convegno, a cui hanno partecipato, oltre alle autorità civili e militari della città, personaggi di spicco della magistratura e della politica, ha incentrato la propria attenzione sulla piaga delle scommesse nell'ambienta calcistico. «L'italia, è un Paese malato – ha detto il magistrato Piero Calabrò – e il calcio che richiama numerosi interessi, è anch'esso malato. I controlli preventivi non sono efficienti. C'è in atto un inquinamento delle menti, delle coscienze e dei comportamenti. Le regole ci sono, ma bisogna cambiare l'etica delle persone». Per il presidente del Coni, Giorgio Scarso, si ritiene necessaria un'efficace operazione culturale per combattere tale cancro. Tra i relatori, oltre al senatore Felice Casson, al dott. Tano Grasso e il dott. Ciro Angelillis, sostituto Procuratore Repubblica di Bari che ha indagato sulla Calciopoli barese, c'era anche l'Avvocato Luigi Chiappero, legale della Juventus che si è soffermato sui processi sportivi: «sentenze devono essere giuste e i processi devono essere eseguiti con una tempistica che dia delle garanzie». Ha avuto lo scopo di sensibilizzare oltre alla cultura della legalità, anche a quella della solidarietà, "La partita nel cuore", è riuscita molto bene, visto il numeroso pubblico che ha riempito la tribuna dello stadio Presti. Infatti erano oltre 3500 ad assistere al triangolare di calcio a cui ha partecipato, la Nazionale italiana magistrati, la Nazionale calcio tv, e la stessa Associazione antiracket del comune di Gela, che è risultata la vincitrice del Triangolare di calcio.

Ma il risultato nel campo è stata la cosa meno importante, gli appalusi sono stati per tutti. Ovazioni per Capitan Ventosa, Jimmy Ghione e Federico Stragà. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell'associazione antiracket Renzo Caponetti, che ha sottolineato ai nostri ospiti come Gela negli ultimi anni sia diventata una città migliore. Delegati delle tre squadre sono state ricevute dal sindaco Angelo Fasulo che ha consegnato loro una scultura rappresentante il logo celebrativo dei 2.700 anni della città.

Il ricavato della vendita dei biglietti al netto delle spese sostenute per l'organizzazione dell'evento, sarà devoluto a quattro associazioni di volontariato che operano nel territorio gelese: il Pungolo e Pogetto H, che si occupano dell'integrazione dei diversamente abili, Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporti malati a Lourdes e santuari internazionali) e Aipamm (Associazine italiana pazienti con malattie mieloproliferative).

Il presidente Renzo Caponetti nelle varie interviste ha voluto evidenziare come la presenza straordinaria del pubblico presente allo stadio ha fatto scalpore in quanto tanta gente non si vedeva allo stadio, neanche quando il Gela calcio disputava delle della finali di campionato per il salto di categoria.

Addetta alla stampa Filippa Antinoro

 

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