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Ass. Antiracket

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Arresti per l’appalto rifiuti ad Alassio, la segnalazione dal presidente dell’antiracket

L’attività di indagine che ha portato all’arresto di Pier Paolo Pizzimbone, 49 anni e di Mario La Porta, 72 anni, è nata da una segnalazione del presidente antiracket di Gela (provincia di Caltanissetta) di cui è presidente Renzo Caponetti (che è anche dirigente nazionale della Federazione antiracket italiana) , fatta arrivare alla Questura di Savona. Nella segnalazione di ottobre venivano segnalate irregolarità e anomalie nella gestione dello smaltimento dei rifiuti ad Alassio. A quel punto è partita l’indagine della squadra mobile di Savona in collaborazione coi colleghi della mobile di Genova. Attività culminata con i due arresti di ieri.

Ma emergono anche altri contorni della vicenda. L’Ati che aveva in appalto il servizio rifiuti ad Alassio aveva notato una recrudescenza nei controlli alcuni effettuati anche con auto di lusso da Pizzimbone. Dietro la richiesta di pagamento 120 mila euro avrebbe in qualche modo consentito di ammorbidire la situazione. Si è scesi poi a 96 mila con un accordo di 8 mila euro al mese. La Polizia ha assistito al pagamento di 16 mila euro. Lo scambio di denaro è stato monitorato dagli inquirenti. Pizzimbone è un imprenditore conosciuto e da sempre impegnato nell’attività di smaltimento rifiuti con l’azienda Aimeri Biancamano di cui è co-fondatore che ha anche gestito rifiuti ad Alassio. La gara è stata vinta da un’Ati composta da tre società dal luglio 2013.

L’inizio del servizio è stato sereno. I soci dell’azienda consortile hanno dichiarato agli inquirenti che la cosa è radicalmente cambiata con l’ingresso della nuova giunta. Importante la campagna stampa contro la gestione dei rifiuti con preannunciate sanzioni. Proprio questo avrebbe dato luogo ad una comunicazione all’Anac che impedisce di ottenere appalti nel pubblico per tre anni.

Da luglio sono iniziati controlli serrati sull’attività azienda rifiuti. L’anomalia era che i controlli venivano fatti anche in presenza Pizzimbone che non aveva titolo per farlo. A quel punto i soci dell’Ati di Alassio ambiente hanno voluto vederci chiaro. Non capivano perché ci fosse questa rivoluzione e volevano capire soprattutto il ruolo di Pizzimbone. Uno dei soci ha chiesto appuntamento a Pizzimbone per parlargli della situazione. E sarebbe stato Pizzimbone a sostenere che si poteva “ammorbidire” l’amministrazione pagando 120 mila euro, somma che poteva l’Ati pagare a rate. Per farla sembrare un’operazione legale, Pizzimbone, secondo gli inquirenti, aveva pensato a una collaborazione con il consulente Mario La Porta. Si erano accordati per versare 48 mila euro in contanti su conti di una società albanese che faceva capo a La Porta. L’Ati però avrebbe preso tempo. Il 5 ottobre scorso era stata promossa una nuova riunione in Comune per i rifiuti con i responsabili del settore ambiente.

L’amministrazione, in quel contesto, era stata dura: parlavano di una situazione ai limiti della rescissione del contratto. I soci avevano chiesto tempo per poter fare delle controdeduzioni. Secondo gli inquirenti, Pizzimbone è rimasto in contatto con uno dei soci dell’azienda e il 30 ottobre si sono dati appuntamento in un ristorante di Alassio per parlare del contratto di La Porta. Ed è in quel contesto che Pizzimbone avrebbe presentato un contratto da 96 mila euro per la consulenza con La Porta sottoscritto il giorno dopo in un incontro a Imperia. Il 23 novembre scorso era avvenuto il pagamento della prima tranche di estorsione. In un hotel di Alassio il rappresentante dell’azienda aveva consegnato la busta a La Porta, dopo aver incontrato Pizzimbone.

La Porta era andato con la busta ad Imperia dove avrebbe speso parte del denaro in un negozio di telefonia. La busta sarebbe stata recapitata il giorno dopo a Cervo a Pizzimbone. A quel punto 27 novembre erano scattano le perquisizioni e vengono trovati documenti di assoluto rilievo investigativo. C’è il sospetto che parte dei soldi siano stati spesi al Casinò di Sanremo

Fonte: La Stampa Savona

Per un Natale Antiracket

Gentilissimi, ho il piacere di comunicarvi che anche quest’anno la nostra Associazione ha deciso, in occasione delle festività natalizie, di compiere un gesto di solidarietà verso i più bisognosi, offrendo una serie di pacchi dono, con generi di prima necessità, alle famiglie in difficoltà che ci saranno segnalate dalle Associazioni con le quali collaboreremo per una migliore riuscita dell’evento e nello specifico:

Associazione Gela Famiglia, Associazione Il Tempio di Apollo, il CAV (Centro Aiuto alla Vita), le Parrocchia Santa Lucia, la Parrocchia di San Sebastiano e l’associazione amici della musica.

L’apporto di tali Istituzioni sarà particolarmente prezioso in quanto già da tempo esse operano nel settore socio-assistenziale e, quindi, potranno, più agevolmente, provvedere alla distribuzione dei doni; mentre il Prof. Ragona ci delizierà con il coro delle quinte elementari, con il patrocinio del Dirigente Scolastico Prof. Gioacchino Pellitteri, i quali ci faranno ascoltare “Aggiungi un Posto a Tavola” e altre canzoni natalizie. Per l’iniziativa inviteremo come di consueto le forze dell’ordine, autorità ecclesiastiche e il Prefetto di Caltanissetta.

La raccolta dei beni di prima necessità avverrà mercoledì 20 Dicembre 2017 dalle ore 09,00 alle ore 13,30, e dalle 16,00 alle 22,00 presso la sala riunioni della nostra Associazione sita in Corso Vittorio Emanuele n. 170.

Lo svolgersi dell’iniziativa sarà scandito da una serie di interventi e sarà allietato da una sequenza di intervalli musicali oltre che dalla proiezione di filmati vari di carattere storico e culturale.

Immancabile, come ogni anno, sarà la sezione dedicata al Consumo Critico. Faremo sottoscrivere l’apposito modello dai commercianti e imprenditori, i quali si impegneranno a non pagare il pizzo.

Speriamo, così, di riuscire ad offrire un piccolo contributo a coloro i quali, almeno ultimamente, non sono stati molto fortunati, affinché, anche per Essi, il Santo Natale, e l’anno nuovo possa essere un giorno di letizia.

L’iniziativa muove dall’idea di voler condividere una piccola parte di quel danaro che abbiamo potuto risparmiare non pagando l’ignobile pizzo con chi ha gravi necessità di sostentare se stesso e la propria famiglia.

Certo che anche voi accoglierete con favore questa opera, anche rendendovi disponibili a volerla sostenere concretamente e generosamente, con quello spirito di accoglienza e solidarietà, venendoci a trovare presso la nostra sede, offrendo beni di primissima necessità con particolare attenzione alla prima infanzia.

Colgo l’occasione per porgerVi i nostri più sentiti auguri di un Buon Natale, e di un sereno anno nuovo.

Il Presidente
Renzo Caponetti

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Convergno "Crederci è perseverare"

Testimonianze di imprenditori e commercianti che hanno avuto il coraggio di denunciare i loro estorsori, abbattendo un muro di omertà. Hanno fatto nomi e cognomi dei responsabili delle richieste di pizzo. Le forze dell’ordine e la magistratura, hanno fatto il resto. Arrestati, reclusi e condannati.

E’ la fotografia scattata in questi anni di attività dell’Associazione Antiracket Gaetano Giordano di Gela, intitolata alla memoria del profumiere ucciso il 10 novembre del 1992, sotto casa, per essersi ribellato alla cancrena mafiosa. In una sala gremita di personalità al di là di ogni più rosea aspettativa, ieri Villa Peretti ha ospitato il convegno “Crederci è perseverare”, in ricordo proprio di Giordano a 25 anni dalla sua uccisione.

Da Roma è giunto anche il Capo della Polizia, il Prefetto Franco Gabrielli a testimonianza del fatto che lo Stato, in città, è presente. C’erano i responsabili provinciali e locali delle forze dell’ordine; c’erano numerosi magistrati di Caltanissetta e Gela. C’erano il presidente onorario della Fai, Tano Grasso e i familiari di Gaetano Giordano. C’era l’intero direttivo dell’Antiracket di Gela, presieduto da Renzo Caponetti.

Ma c’erano soprattutto loro, gli imprenditori e i commercianti che si sono “liberati” della presenza costante della criminalità. “Perché – ha detto Caponetti – alla fine è la perseveranza che paga ed ogni forma di sopruso e di violenza deve essere denunciata, subito, senza reticenza alcuna”.

di Giuseppe D'Onchia

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Manifestazione in occasione dei 25 anni dall’uccisione del commerciante Gaetano Giordano a cui l’associazione è intitolata.

Il 10 novembre prossimo ricorre il venticinquesimo anniversario dall’uccisione del commerciante G. Giordano, assassinato dalla mafia per essersi opposto al “pizzo”. La nostra associazione lo vuole ricordare con un appuntamento straordinario, al quale parteciperà fra gli altri anche il Capo della Polizia Franco Gabrielli, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Alle ore 10, insieme ai Questori di tutte le province e a tutte le altre Personalità, attenderemo l’arrivo del Capo della Polizia nei locali di Villa Peretti (C/da Giardinelli Gela), dove avrà luogo il convegno sul tema “Crederci è Perseverare”.

Presenzieranno il Prefetto di Caltanissetta, dott/ssa Maria Teresa Cucinotta, il Presidente del Tribunale, dott. Paolo Fiore; il sindaco Domenico Messinese e il Vescovo della diocesi, Mons. Rosario Gisana. Interverranno il Presidente dell’Associazione Antiracket “G.Giordano” di Gela Renzo Caponetti; il Presidente della Fai, Tano Grasso; la sig. Franca Evangelista, vedova Giordano; il Procuratore Fernando Asaro; il Procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone ed il presidente della Corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi. Concluderà i lavori il Prefetto Franco Gabrielli, Direttore Generale Della Pubblica Sicurezza.

È gradita la vostra presenza

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